Avvertenza
preliminare:
Questo
blog e i documenti testuali che l’accompagneranno
vogliono avere solo un carattere di studio e approfondimento di un fenomeno
planetario della nostra età: Il Pansessualismo e l’onnipresente dimensione
pornografica, non tanto sdoganata, quanto esibita e capillarmente diffusa a
tutti i livelli. Tuttavia, se ci sono persone che non si sentono in grado di
affrontare questa problematica, chiediamo loro scusa e le invitiamo a lascaire
il blog. Per chi, invece, non si dà per vinto a chiudere la partita con il
dilagare dello sterco pornografico e comprende che i semplici anatemi e divieti
assoluti non frenano il fenomeno e non dissuadono la stragrande maggioranza
degli utenti, si unisca a noi e diffonda sia questo blog che il suo gemello
antifrantisco di prossima apertura. (F.B.)
Era da molto tempo che desideravo aprire un blog tematico
sulla pornografia e il pansessualismo. Come in ogni opera d’ingegno la partenza
e l’arrivo sono i momenti più delicati, e, pertanto, non riuscivo a trovare un ubi consistam. Il numero di luglio 2018
del mensile “Millennium FQ” del Fatto Quotidiano mi ha liberato dal mio blocco
creativo, fornendomi una prima provvisoria cornice entro la quale collocare il
mio progetto.
La prospettiva sposata dal team del Fatto su pornografia
e affini è ben chiara e non è la medesima di chi scrive. Nondimeno, gli stimoli
tematici, macrotematici e di approfondimento ci sono in abbondanza.
I La
pornocrazia è fenomeno ineluttabile?
Da una prima lettura currenti
calamo dello speciale sorge subito un interrogativo: il porno di massa in
tutti i suoi aspetti si potrà arrestare per contrasto culturalmente bellico o
per auto-esaurimento proprio? Siamo destinati ad vivere in un mondo di carne
putrefatta, esibita, “mangiata” e sputata oppure l’orizzonte futuro ci
riserverà sorprese inattese?
I.1
Erotismo e pornografia
Un settore che occorre indagare e sul quale lo speciale
di cui sopra solo in parte e in modo insufficiente si sofferma è il rapporto
tra erotismo e produzione erotica e la pornografia contemporanea. In altre
parole, in che relazione stanno la tradizione letteraria erotica antica e moderna
e le attuali e poliedriche forme di pornografia pansessualistica?
L’arte di De Sade o Nabokov possono considerarsi forme di
pornografia ante litteram?1. Lo stesso problema si potrebbe avere
per tanti altri autori. Ecco il primo spazio tematico riempito.
I.2
Pornografia e dimensione spirituale:
Il
porno è a-morale, immorale o post-morale?
Un punto chiave di ogni manifestazione pornografica o più
latamente di liberazione sessuale è la pretesa di emancipare il soggetto da “vincoli”,
“lacci” ,“tabù” ancestrali mitico-sacrali e religiosi. Ma mentre la prima
ondata di pornofili (anni 60-90 del XX secolo) connotava questa liberazione in
termini fortemente ideologici e rivoluzionari; i pornofili dell’era digitale,
appiattiti sul nichilismo imperante, non si pongono più il problema del sed contra. Per costoro, a prescindere
dall’età anagrafica, la dimensione religiosa tradizionale sia rivelata sia
naturale è un ricordo sbiadito. La metamorfosi reificante è praticamente
ultimata e il solo scopo è quello dell’Orgasmo Perpetuo e Permanente.
Dato, questo, fondamentale perché di fronte ad una tal massa imponente di
fruitori del porno i vecchi anatemi di tipo etico-religioso non hanno alcun
effetto, come certi tipi di antibiotici nei confronti di batteri e virus ultra
resistenti. Ecco il secondo spazio tematico riempito.
I.3
Pornografia e dimensione etico-politica: E’ peggio una mazzetta o un pompino?
I sostenitori del porno sia di ieri che di oggi sono
unanimi nel ritenere che “non fanno niente di male” e che sono peggio i “politici
che rubano e opprimono i popoli”. Un refrain usurato, ma che ancora fa presa
presso molti. Esistono legami tra grandi centri di Potere Occulto ed
erotizzazione di massa, la quale passa anche ma non solo dalla pornocrazia
esibita, bensì si nutre del turpiloquio allusivo e onnipresente, delle mode
indecenti che colpiscono tutte le categorie di persone, in primis bambini e
adolescenti? Domanda retorica alla quale- come molti hanno già fatto in modo
mirabile, ma improduttivo- si può rispondere, sciorinando dati di tipo
massonologico e cospirazionistico, ma ciò che bisogna realmente adottare,
invece, è una
prospettiva di “analisi per il recupero”. Piangere su Troia in
fiamme non serve a nulla. Ed anche qui l’azione “politica” nel senso più alto e
nobile del termine non può passare esclusivamente come pressione di lobbyng sui
partiti e centri di potere. L’Inimica Vis occupa ormai i gangli più importanti
di istituzioni a carattere religioso come la Chiesa cattolica nella sua pars
umana o ciò che resta delle septae protestanti di tipo liberal-progressista,
per non parlare dello pseudo-ebraismo sionista e “carnale”, sempre al
guinzaglio del mangifuoco liberale. Quindi, sperare clericalisticamente che o “i
partiti vecchi” o i “vecchi chierici del potere” siano essi laici o
ecclesiastici si occupino di bonificare il terreno dal cancro pansessualista è
una pia quanto infantile illusione. Occorre servirsi di tutto e di tutti, ma
in un quadro di progetto chiaro e sodalitias granitica. Ecco il terzo spazio tematico
riempito.
I.4
Vari ed eventuali: la pornografia e l’Imponderabile.
Per completare il quadro, non va omessa una sezione in
fieri. E ciò perché la grande macchina da guerra pornografica, funzionale alla
post-umanizzazione e schiavizzazione delle masse varia e varierà a seconda non
soltanto di cause derivate di tipo tecnologico, ma di elementi di primo piano
di stampo antropologico-scientifico e distopico-escatologico. Dove ci condurrà
la Storia? E quale ruolo i grandi centri di Potere vorranno far giocare alla
pedina porno in questo macro-scacchiere? Ecco la ragione profonda di un
monitoraggio costante e di una vigilanza serenamente militante.
II “Nessuno
ne parla. Tutti lo fanno”. L’editoriale di Peter Gomez.
Passo brevemente ad osservare alcuni punti dell’articolo
di apertura di Peter Gomez2.
II.1
La vera oscenità sta nel “vendersi anima e cervello”.
Gomez titola: “Nessuno ne parla. Tutti lo fanno”. Primo,
scontato escamotage già messo in atto nel titolo. Dott. Gomez ma non sarà un po’
troppo pretenzioso quel “tutti lo fanno”? Neppure le statistiche che provengono
dalle vostre inchieste permettono un tale debordante ottimismo pornocratico. Ma
si sa che la maggior parte dei lettori, soprattutto quando si tratta di
argomenti come la pornografia, si fermano e leggere titoli e poco più. Sono le
immagini che contano. Eh Gomez questo eskimo è rimasto in redazione! Magari in
versione ammodernata e fallocratica.
Il testo si suddivide visivamente in tre colonne,
coprendo tutta pagina 5 dello speciale.
Nella prima da sinistra Gomez ripete i clichés anzidetti3,
arrivando a sostenere che la produzione pornografica in tutte le sue varianti
sia oppio dei popoli, arma di distrazione (e distruzione, morale e fisica) di
massa, farmaco venefico «per isolarsi da una realtà, quella sì, squallidamente
pornografica»4.
II.2
Inchieste, statistiche e vecchi giudizi
Nella sezione centrale dell’articolo Gomez espone un po’
di dati, in mondo non molto chiaro, di ciò che il lettore paziente e perseverante
troverà all’interno dello speciale. Solite suonate sulla diffusione del porno
presso le donne, ma pure presso adolescenti e –orribile dictu- bambini sotto i
dieci anni con tanto di dati da Telefono azzurro che ormai da decenni fa il
becchino della fu innocenza dei nostri pargoli5.
II.3
L’ipocrisia, il desiderio, l’eccitazione e..il raspone.
Di
Gomez e della sua coerenza.
Ma solo nella terza colonna Gomez sgancia la bomba. Il
testo va riportato, perché emblematico della forma mentis pornofilica attuale.
Ecco la deflagrazione: «C’è, invece, l’umana ipocrisia che spinge a non voler
dibattere di desiderio, eccitazione, di ciò che accade dentro ciascuno di noi».
Non lanciamoci in rilievi di tipo morale o in considerazioni etico-sociali.
Rimaniamo nella weltanschauung di Gomez
e dei suoi simili. E allora mister Gomez come la mettiamo? Nel primo blocco
testuale definisce la pornografia capillare un oppio dei popoli per poterli
ammansire. Concordo. E nel terzo blocco si contraddice, sostenendo
indirettamente il milieu pornografico quale locus indispensabile per affrontare
temi come desiderio, sessualità o simili. Delle due, una. O la pornografia è
una “cattiva medicina”, come dice lei, per renderci schiavi dell’ingiustizia; oppure
è un lampada di wood per poter scrutare la scriptio inferior del nostro io.
Pleonastiche le considerazioni successive, con l’evocazione
di “campioni” del porno nostrano da Siffredi alla Nappi o il solito moralismo
libertino anti-censura con i fritti e rifritti luoghi comuni sul porno quale
grimaldello della liberazione della donna. Fino alla ridicola strombazzata sul “cambio
epocale di paradigmi” dall’oscurantismo censorio, abbattutosi su Pasolini e
Malaparte alla leggiadria di un porno di massa, consumato miseramente davanti
al freddo schermo di un pc, o alla compulsività monadistica di sexting
anomistico.
E la chiusa suggella la banalità del già detto e visto
dell’intera sezione di testo: «Perché, anche se solo a parole, il tabù sul nostro
lato oscuro resta. Per questo, nelle prossime pagine, tenteremo laicamente d’infrangerlo».
Il Rieccolo è tornato. E non si tratta di Montanelli che
parla di Fanfani o di Travaglio che parla di Renzi. E’ lui, il Nominatissimo
messer Tabù, pronto ad uscire dal cilidro dei soliti ben informati. Qui, per di
più, condito con “un lato oscuro” d’ordinanza
e un “laicamente” che fa sempre “figata à la page”.
Un consiglio? Mister Gomez esca dal lato oscuro e dall’«ansimare
e [dal]l’imprecare animalesco degli amanti»6 e prenda una boccata d’aria
fresca. Se non sbaglio, si chiama Realtà.
Buona navigazione a tutti.
Francesco Baldini
Note:
[1]: Un piccolo chiarimento. Molti letterati e
artistici hanno composto opere d’ingegno con parti o stilemi che potremmo
definire prudenzialmente “pornografici”. Ciò che non hanno fatto è produrre “pornografia”
nel senso recente del termine. Neppure la filmografia pasoliniana che possiede
punte di abbrutimento erotomane, non scade quasi mai nella pornografia trita e
alinenante
[2]: P.
Gomez, Nessuno ne parla. Tutti lo fanno,
in «Millennium FQ»,a.II, n 14 (luglio 2018), p.5
[3]: Cfr: supra I.3
[4]: P.
Gomez, Nessuno ne parla…cit., p.5a
[5]: E qui si
apre il vaso di Pandora per cui la pornografia capillare e le mode indecenti
hanno ormai generato nellinfanzia post-Z generation (nati dal 2004 al 2012) un
campionario di atteggiamenti lascivi e pseudo-sensuali che hanno presso i
manovratori occulti lo scopo finale di sdoganare la pedofilia e in pari tempo
la pedopornografia
[6]: P.
Gomez, Nessuno ne parla…cit., p.5°
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